Tempo sul Sito e Frequenza di Rimbalzo Sono Falsi Miti SEO

Il tempo di permanenza sul sito e la frequenza di rimbalzo sono due metriche a volte non valutate correttamente, ovvero dei falsi miti SEO.

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Il tempo in cui stanno le persone sul sito web e la frequenza di rimbalzo non influiscono sul posizionamento.

Non poche volte il tempo di permanenza sul sito web e la frequenza di rimbalzo sono state accostate alla SEO. Al posizionamento su Google. Per fortuna, ad oggi sempre meno.

Il motivo è che sono pareri (non fatti) privi di evidenze e spesso causati da percezioni non fondate.

Un po come le citazioni/co-citazioni senza link, argomento “di tendenza” fino a qualche tempo fa. Ad ora, visto che anch’essi sono argomenti privi di fondamento, smentiti ufficialmente e ritenuti inutili, sono abbandonati dalla maggior parte di persone che fanno SEO.

Il tempo di permanenza sul sito e la frequenza di rimbalzo, anche se non correlate alla SEO però possono essere ancora un falso mito SEO e ripresentarsi anche in futuro.

Il motivo è semplice, sono due metriche importanti per un sito web anche se non legate alla SEO. Possono essere accostate facilmente alla SEO dato anche che, a volte, la loro importanza per un sito web viene rimarcata anche da Google.

L’importanza relativa del tempo sul sito e della frequenza di rimbalzo

Il tempo di permanenza sul sito e la frequenza di rimbalzo sono importanti. Su questo non ci piove e lo ripeto.

La loro importanza è relativa però, in base al contesto dell’utilità delle metriche.

L’importanza del tempo sul sito e della frequenza di rimbalzo è relativa in base il contesto.

Le metriche del tempo sul sito e della frequenza di rimbalzo sono correlate all’utilizzo che fanno le persone, gli utenti, di un sito web.

I motori di ricerca non utilizzano il sito web ma lo analizzano secondo le loro metriche. Perlopiù sconosciute.

Ovvero, anche se una persona non legge approfonditamente un articolo, una news od una pagina web, o, paradossalmente, non contatta un’attività tramite il suo sito web, a Google ed ai motori di ricerca non importa.

Questo deve importare molto però al proprietario del sito web. Se il sito web monetizza con la pubblicità si avranno meno introiti. Se è il sito web di un’attività ci saranno meno richieste di preventivo e/o acquisti.

Queste metriche sono importanti per il rapporto di conversione del sito web e vanno monitorate. Però, non sono, ad esempio, il posizionamento, il numero di visite o metriche della velocità riguardanti l’esperienza utente, queste utili per la SEO.

Falso mito SEO come le fake news

Sia perché il tempo sul sito e la frequenza di rimbalzo sono realmente importanti per un sito web, come ho già detto, e perchè vengono riferite come importanti da Google e da altre fonti autorevoli, possono diventare facilmente un falso mito SEO.

Principalmente il fatto che queste metriche dell’utilizzo di un sito vengono riferite come importanti anche dai giganti del web genera il falso mito che tempo sul sito e frequenza di rimbalzo siano importanti per la SEO.

Falso mito generato prima agli occhi del webmaster, SEO, web marketer od altro. Successivamente agli occhi delle persone, che spesso vengono informate da loro.

Il tempo di permanenza sul sito e la frequenza di rimbalzo sono un falso mito SEO perché sono comunque importanti.

Il motivo per cui viene generato un falso mito è semplice: un bias cognitivo. Una distorsione cognitiva relativa ad una cosa che viene ricordata essere riferita come importante, da chi è importante per la SEO.

Più o meno come accada per le fake news, che, mischiando concetti reali e fantomatici riescono a convincere le persone della realtà del falso.

Ovvero, si fa SEO (soprattutto) per Google dato che porta la maggior parte del traffico, se Google dice che è una cosa importante la si può associare alla SEO. Così il falso mito è fatto, anche se, come in questo caso, Google riferisce dell’importanza delle metriche del tempo sul sito e della frequenza di rimbalzo per un altro motivo.

Per la qualità del sito web.

Giustamente qualcuno potrebbe dire/pensare: “Yuri, ma dicono tutti che sono importanti, chi sei tu per dire il contrario?“.

Non è una mia invenzione. Già nel 2012 l’ha riferito Matt Cutts, l’allora capo degli ingegneri di Google per la ricerca web, ovvero chi lavora sull’algoritmo di Google:

frequenza di rimbalzo non usata da Google
Google dice che la frequenza di rimbalzo non influenzia il posizionamento.

Un’eccezione

Anche Google se non possiede i dati dei siti web, a Google sicuramente interessa che i suoi utenti siano soddisfatti di un sito web che visitano dopo averli cercati su Google.

Se le persone visitano poco tempo (pochissimi secondi, ndr) un sito web, od una pagina web, poi tornano sul motore di ricerca con il tasto indietro del browser Google (la machine learning, ndr) lo capisce ed è un segnale non buono per l’algoritmo del posizionamento.

Per non far scappare subito le persone da un sito web quindi devi adottare le buone pratiche per l’accessibilità ed usabilità dello stesso. Quelle si, importanti per la SEO.

Paradossalmente, se cliccheresti un sito web nella ricerca Google ed appena entrato/a vedresti un sito giallo lampeggiante continueresti la navigazione su quel sito web e lo consiglieresti a tuoi amici o clienti?

Conclusione

Tramite questo articolo spero che hai capito perché, a parte l’eccezione appena detta, il tempo di permanenza sul sito e la frequenza di rimbalzo sono un falso mito SEO.

Allo stesso tempo, ti ricordo che sono metriche essenziali per il tuo sito web, devi prestarci attenzione e/o migliorarle per avere più risultati dal sito web. Attenzione a non ossessionarti però, le persone anche in un minuto comprano su ecommerce e/o contattano attività.

Cosa ne pensi di questo articolo? Fammelo sapere nei commenti e condividilo se ritieni possa essere utile ad altre persone. Vuoi  fare SEO al tuo sito web? Chiedimi un preventivo.

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