Web 3.0? Può Essere un Rischio per Internet

La mia opinione riguardo il web 3.0, per qualcuno web 4.0, per com’è ipotizzato ora il futuro di internet decentralizzato, perché può essere un rischio per l’economia e l’informazione.

il web 3.0 può essere rischioso per internet
Il web 3.0 può essere rischioso per internet se non viene ben pensato anticipatamente.

Innanzitutto preciso che, seppur il web 3.0 per molte persone/attività/media anche molto autorevoli ed attendibili è ora, ed il futuro sarà il web 4.0, di fatto, di oggetti connessi alla rete e la domotica esistono già, non è futuro.

Inoltre, internet, il WWW (World Wide Web, ndr), è il modo con il quale le persone accedono ed interagiscono con i siti web, che, anche se esistono nuovi protocolli di rete ad ora praticamente è immutato.

Per come viene ipotizzato il web 3.0 cambierà totalmente il metodo di funzionamento di internet. Sarà decentralizzato e potrà essere anche totalmente “in mano” alle persone.

Teoricamente non è una brutta cosa.

Non per forza il web 3.0 però dev’essere “wow” solo perché è qualcosa di nuovo, od un argomento di tendenza. Ci possono essere delle insidie.

Molte insidie, che, a mio avviso, per com’è ipotizzato possono portare a più problemi che vantaggi reali. Continua la lettura e scopri a cosa mi riferisco.

Evoluzione del web

Dato che qualche persona può non sapere cos’è il web 1.0 od il web 2.0, prima di dire le nuove sfide che potranno esserci con il web decentralizzato, innanzitutto, faccio un breve riassunto dell’evoluzione del web fino ad ora.

Poi ovviamente dico anche come potrà essere il futuro di internet, il web 3.0. In parte o totalmente.

Web 1.0

Quando ancora non esisteva internet le persone trovavano informazioni diverse in computer diversi. Collegando tutti i computer in una rete le informazioni sono diventate accessibili per chiunque.

Questo in poche parole è internet, o “web 1.0“, per com’è stato pensato e realizzato da Tim Berners Lee.

Ovviamente, non solo grazie ad internet ma grazie ai protocolli di rete ed alla rete locale, le persone hanno sempre potuto scambiarsi informazioni tra più computer od altro dispositivi. Anche con il web 1.0.

web 1.0
Rappresentazione del web 1.0

Web 2.0

Man mano che internet ha preso piede, vista l’utilità reale che apportata, e di conseguenza l’abbassamento del prezzo per avere una connessione ad internet (maggiore domanda ed offerta, ndr), sempre più persone hanno cominciato ad utilizzare internet.

Con l’aumento di utilizzo di internet da parte delle persone è aumentato anche l’interesse da parte di aziende e sviluppatori.

Maggiori persone ed aziende connesse ad internet ed il progresso della tecnologia, hanno fatto si che questo si è evoluto, si è innovato.

Con l’innovazione tecnologica, nel cosiddetto “web 2.0le persone connesse ad internet, prima tramite gruppi di discussione, blog, forum e chat, poi con il social network, i wiki ed altro hanno cominciato contribuire ad internet con i propri contenuti ed internet è diventato più interattivo per le persone.

web 2.0
Rappresentazione del web 2.0

Web 3.0

Anche se la decentralizzazione, ovvero l’accesso libero ad internet senza bisogno di un’autorità centrale che ne regola per l’accesso, è un fondamento su cui si basa internet sin dalla sua ideazione, la decentralizzazione di internet che ad ora si prospetta non ha molto a che vedere con questo, a mio avviso.

La decentralizzazione del web, sopratutto, non ha molto a che vedere in Paesi, tra i quali l’Italia, dove non c’è la censura di internet a livello Statale. Come avviene in altre zone del mondo.

All’atto pratico, la teoria ipotizzata dell’innovazione del “web 3.0” – a grandi linee – fa si che potrebbe diventare come una rete locale.

Ogni persona su internet potrà decidere cosa ospitare, e le altre persone potranno accedervi senza richiedere le risorse ai server.

Grossomodo come avviene per client di P2P, o come succede con software/applicazioni che permettono di scambiare file tra dispositivi senza una connessione internet.

web 3.0
Rappresentazione del web 3.0

Privacy ma internet aperto, sicuro e non fake

A livello teorico il web 3.0 per com’è ipotizzato, ma, soprattutto, per l’utilità che può apportare per chi non dispone di internet senza censura è un bene.

Ipoteticamente, ad ora (nel periodo in cui è stato pubblicato questo articolo), le persone in Russia potrebbero vedere le informazioni senza censura.

Anche per la privacy teoricamente non è un male nel web 3.0. O meglio, per la percezione della privacy che hanno le persone.

Lato sicurezza sicuramente sarà una nuova sfida per i produttori di hardware e software dato che, bene o male, un computer od un dispositivo mobile diventerà una sorta di server. Al posto di siti web compromessi potranno aumentare il numero di dispositivi delle persone compromessi.

A parte questo, pensando unicamente ad internet in termini di informazioni, e di promozione di attività, cosa legata al mio lavoro, la sfida sarà più grande. In un certo verso anche contro la mia visione di internet per le attività.

Principalmente per quello che faccio questo articolo.

Condivisione non pubblica su internet: non controllata

Cominciando a parlare della decentralizzazione del web che potrà avvenire con il web 3.0 in relazione alla legalità ed alle informazioni, le prime cose che mi sono venute in mente sono il peggio del web.

  • Le fake news, il revenge porn ed il cyberbullismo;
  • L’illegalità.

Anche senza bisogno di un web decentralizzato, ad esempio, le fake news, il revenge porn ed il cyberbullismo, al giorno d’oggi, girano molto in piattaforme di messaggistica o comunque in gruppi privati.

Ad ora, un prego è che questi contenuti le autorità possono bloccarli. Anche perché li fanno rimuovere dalle piattaforme che li ospitano. Se in futuro saranno ospitati solo da utenti, e da più utenti, la sfida diventerà più ardua.

La decentralizzazione di internet causata del web 3.0 potrebbe favorire la creazione di bolle incontrollate. O meglio, controllate solo da persone che possono non avere buone intenzioni.

Le cattive intenzioni delle persone riguardanti l’illegalità – che potrebbe aumentare con il web decentralizzato – si possono riscontrare già ora nella decentralizzazione di flussi di denaro.

Come succede per le monete virtuali/criptovalute, quali ad esempio i Bitcoin, che sono già decentralizzate e che vengono usate anche per fare acquisti illegali nel dark web. Oppure per far uscire il denaro dai controlli effettuati dallo Stato.

Se tutto internet fosse decentralizzato, senza il bisogno di utilizzare il dark web i controlli potrebbero venire a mancare o comunque sarebbe più difficile il controllo da parte delle forze dell’ordine.

Ne potrebbe conseguire che l’illegalità (incluse le truffe) potrebbero aumentare.

Le attività devono farsi trovare e potersi promuovere

L’ipotesi della sfida maggiore che, teoricamente, potrà riguardare il web 3.0 in relazione alle attività, è che le aziende usano internet per essere trovate e per promuoversi.

Ovvero, le attività possono essere trovate su Google. Possono promuoversi su i siti web o piattaforme accessibili pubblicamente.

Internet consente alle attività di poter generare ricchezza. Alle attività, ed ai loro dipendenti. Anche solo a chi ha una passione.

La possibile decentralizzazione, sempre teoricamente, potrebbe generare una “chiusura” di una parte di internet.

Il web 3.0 potrebbe rendere meno facile la possibilità di farsi trovare online da parte delle attività.

Potrebbero esserci maggiori “bolle”. Come in parte già succede ora.

Ad ora, le attività per promuoversi su un determinato social network, quali, ad esempio, Instagram o LinkedIn, devono diversificare maggiormente l’investimento in pubblicità online.

Con l’aumento di gruppi chiusi – decentralizzati – presenti online potrebbero dover fare altrettanto.

Viceversa le attività sarebbero meno visibili, meno trovate, meno visitate e potrebbero vendere meno prodotti o servizi.

Conclusione e precisazioni

Anche se, sicuramente questo articolo è molto critico, non intendo fare allarmismi e non dico che internet con il web 3.0 sarà pessimo. Anzi, delle ottime proposte di standard per il web 3.0 ci sono già.

Questo articolo contiene delle ipotesi pessimistiche, ma plausibili, basate su un possibile web 3.0. Non la realtà che già esiste.

Non per niente ho parlato di possibili “sfide” e non di “problemi“.

Le sfide esistono per essere superate e l’innovazione è essenziale.

D’altronde, come diceva Winston Churchill:

Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare.

Sicuramente la mia speranza è che, dagli sviluppatori, dai big della tecnologia ed anche dalle autorità, prima di implementare il web decentralizzato – o “web 3.0” – vengano prese in considerazione tutte le possibili ripercussioni, anche pessimistiche, e, i problemi vengano anticipati sul nascere. Prima che diventino problemi.

Cosa ne pensi? Fammelo sapere nei commenti!

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